martedì 18 gennaio 2011

La Sora Cesira vorrebbe parlare con Clint Eastwood

Free Image Hosting at www.ImageShack.us



ATTENZIONE: NON LEGGETE SE NON AVETE VISTO IL FILM, O VOI FORTUNATI ASSAI.

Allora. Cinema Giulio Cesare, Roma, sala 1. Accanto a me ben quattro suore.
Marie Lalalà, speaker del tiggì francese, viene investita dallo Tsunami e dopo esser stata tra la vita e la morte e aver visto l'aldilà, purtroppo torna nell'aldiquà.
Due gemelli, figli di una che sta peggio di Amy Winehouse, si vogliono tanto bene ma uno muore e l'altro viene affidato a George e Mildred.
Matt Damon è un sensitivo che non esercita più, ma se ti tocca le mani vede tutti i morti tuoi, quindi è meglio salutarlo da lontano.
La parte di mademoiselle Lalalà è in francese con i sottotitoli molto bassi, quindi se davanti avete qualcuno molto alto dovrete indovinare la trama, io davanti avevo i "Cugini di campagna" quindi quello che dico sbaglio.
Il sensitivo ha due hobby : Ascolta audiolibri di Charles Dickens letti da Alvaro Vitali e taglia pomodori.
Il secondo hobby lo porta a conoscere una tipa con la frangetta a tettoia che cerca di farselo in tutti i modi, lui però convinto che lei voglia solo sfruttare il suo sensitivismo le dice che si rifiuta di esercitare, allora lei si benda gli occhi e gli dice di farle sentire un sapore che lei dovrà indovinare e l'imbecille, che ha la sensualità di un carrello della GS senza l'euro dentro, le mette in bocca la noce moscata, i peperoni e i fagioli messicani, poi le prende le mani e dicendo che farà un'eccezione, le vede i morti.
Lei chiaramente (come biasimarla) fugge piangendo, con una colite atroce, le mutande cartonate e l'alito da Barboncino.
Nel frattempo Marie perde il posto al tiggì e si mette a scrivere un libro sull'aldilà perchè è entrata in fissa.
Anche Matt Damon perde il lavoro che ha in fabbrica, così suo fratello cerca di convincerlo a tornare a sensitivizzare facendo una società con lui e il mago do Nascimento. Matt all'inizio dice di sì perchè vuole aiutare il fratello a comprare un parrucchino nuovo con l'attaccatura un po' più bassa, poi però non ce la fa e scappa a Londra.
A Londra finalmente avviene la cosa più originale del film, ovvero le tre storie si incrociano.
Marie, nel frattempo diventata anche cornuta, presenta il suo capolavoro alla fiera del libro.
Ovviamente anche gli altri due vanno alla fiera del libro dove, fra visioni di morti e letture interessantissime, entrano in contatto.
Il gemello Winehouse vuole assolutamente una lettura mortuaria da Matt il quale, risvegliatosi improvvisamente, vorrebbe dare una visione di mano morta alla tipa francese.
Il bimbo però è così scassapalle che Matt cede e dice al pupetto di esser entrato in contatto con un maschietto di dieci anni circa, molto molto fedele, vivace e affezionato.
Poi guarda il bambino e gli dice : " Si chiama Rin tin tin tuo fratello? "
Alla fine comunque saranno tutti contenti.
Baby Winehouse dopo aver conferito prima con il pastore tedesco, poi con Don Lurio e con Macario, riuscirà a parlare con il gemellino, mentre Matt e la Lalalà vivranno felici e contenti.
Io durante questo film ho pianto due volte: la prima di disperazione quando non è passato il bibitaro, la seconda di gioia quando sono passati i titoli di coda.
Le suore accanto a me, passati i primi venti minuti, hanno giocato col cellulare e fatto a chi sputava più lontano.
il film è un pizzichino lungo, quindi se decidete di vederlo in aereo sulla Roma-New York, assicuratevi che sia un volo senza scalo.
Il voto più giusto è stato quello de " La repubblica " che al capolavoro ha dato quattro palle.
Credo fosse un eufemismo per du' palle al quadrato.